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Il dottore poco simpatico ha detto che il dito si ricuperá dopo 7 giorni di terapia... brrr!!!
E cosi, da ieri sono in ospedale. Al mattino ci eravamo alzati al rifugio Boccalatte con una giornata stupenda facendo colazione al sole con tutto il tempo del mondo. La via era stata fatta costandoci 25 ore dalla traversata dal rifugio Leschaux a qui.

Dopo colazione ho chiamato il soccorso vedendo che mi era impossibile camminare giù con il dito del piede destro così gonfio. Già la notte prima togliendo gli scarponi ho visto che qualcosa non andava, in fatti il dito grosso era un po scuro ed insensibile, CAZZO! ERA CONGELATO!!...

Tutto iniziò il mattino di lunedì 21, viste le buone previzione meteo ed alpinistiche a Chamonix, invio mails e sms in cerca di pazzi con tempo e voglia di fare fatica.
Giovedì 24 sulla Vito nera targata Spagna salgono Paula Medina, Marco Bergamo, Fabrizio della Rosa ed io.
Venerdì mattina due cordate partono verso i loro obiettivi: Paula e Marco verso il rifugio Albert 1º per attaccare l'Aiguille du Chardonnet, 3824m. Goulotte Escarra (D+/4 500m.), e Fabrizio ed io prendiamo il treno a Montenvers verso il rifugio Leschaux con obiettivo Le Grandes Jorasses 4208m. via “Mac Intyre - Colton” (ED VI/6/M6 1200m.)

Facciamo presto ad attraversare La Mer De Glace e il ghiacciaio di Leschaux fino al rifugio con lo steso nome. Verso le 15:00 andiamo al letto e all'ora di cena ci alziamo per fare colazione!
Alle 23:00 ci incaminiamo, pronti ad una lunga giornata.
In poco più di due ore arriviamo all'attacco dello Sperone Walker, dopo ancora un'altra fino l'attacco della via. Il crepaccio terminale non presenta molti problemi e siamo subito sulla lunga pendenza di 50-60º, per fortuna ce un po di neve sopra che la rende più umana.

Sono circa le 4:30 quando parto per il primo tiro in goulotte: buio pesto, ghiaccio ottimo e progressiamo efficentemente. Mi diverto arrampicando in buona forma per iniziare la stagione di cascate, he, he! ...ce anche un passeggino verticale che mi fa concentrare e ogni tanto arriva qualche meteorite da sopra, comunque con cautela succedono i metri. Arriva Fabrizio in sosta e parte su, ancora un po di metri verticali e poi il primo campo di neve, continuammo in conserva, siamo a buon punto!
A destra si vede la variante Alexis, e davanti a noi nulla! Va be ...una parete di roccia. Il tiro chiave su ghiaccio sottile non ce, bene! Fabrizio si offre ad affrontare le difficoltà in misto, cedo volonterosamente il tiro e mi metto comodo in sosta, mentre Fabri danza sulla verticale, lo sento soffiare, va piano, preciso e su, riesce dopo 10 metri di tensione ad entrare in una goulottina ghiacciata che gli facilita la progressione, così in quasi un ora e mezza passiamo il Crux della via. Io in sosta ho tempo di molarmi lo scarpone sinistro già che non sento le dita dei piedi, è tropo stretto...
Arrivo alla sua sosta, siamo stanchi, finiamo l'ultimo goccio di tè, parto verso il campo di neve superiore abbastanza ghiacciato, comunque si prosegue sù.



Alla fine del campo di neve, Fabri continua su un po a destra e lì perdiamo la via, proseguire da la è pericoloso e non tanto evidente, così ritorna giù alla mia sosta. Riparto io per il primo dei due tiri di misti che devono dare fine alle difficoltà, 60 metri su ghiaccio e roccia anche divertenti, dopo passa di nuovo Fabrizio e maledizione!!! a metá tiro gli vola una picozza giù, oh, nooo! Se la cava bene ad arrivare ad una sosta però dopo tutto lo sforzo ci rendiamo conto che non è di la! cosi, si cala fino a me e con quella situazione riparto io verso sinistra a cercare lo spigolo che deve raggiungere lo spigolo Walker. Buff! Sono già le 14:30 e ci mancano tre tiri di spigolo per uscire, la giornata è galattica, non fredda e sullo spigolo si respira un aria più gradevole. Alterniamo i tiri e per le 16:50 ci abbracciamo sulla cima che ci regala anche un tramonto autunnale di sogno...

Però quella è solo la cima! ci manca trovare la discesa... io l'ho fatta due anni fa, dopo lo spigolo Walker e ricordo vagamente il percorso. Così senza perdere tempo partiamo giù, al inizio troviamo anche un po di traccia ma dopo, piano, piano, sparisce e diventa buio, continuamo verso le “Rochers Wymper”, troviamo le calate, dopo continuammo verso ovest per rintracciare le “Rochers Du Reposoir”... Maledizione! siamo su una cresta di roccia pero non ce segno di sentiero e non sembra tracciato. Giriamo e rigiriamo per più di un'ora fino che Fabri mi convinci a buttarci giù... sono molto stanco e voglio mangiare o bere qualcosa però mi lascio trascinare e iniziamo ad arrampicare giù per terreno non banale.
Ad un certo punto togliamo le corde, si intravede un ghiacciaio sotto di noi che ci darà la chiave per arrivare al rifugio, ci basta una lunga calata di 60 metri per arrivarci, dopo iniziamo a camminare giù fino a trovare dei paletti e la traccia che ci orienteranno fino al Boccalate.
Sono le 23:45 e di nuovo l'allegria di vedere la piccola costruzione è massima, entriamo, mangiamo, beviamo, scherziamo fino a rimaner cotti...
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