...è il nome di una bella cascata perfettamente visibile da la strada che va verso Arabba o da Pieve da Livinalongo.
Per arrivarci ci sono due strade, quella ripida che sale fino il villagino da “Davedino” o per il villagino di “Moè”.
Mi, rincoglionito come un orso quel mattino, e Marco con belli pensieri e voglia di scappare dopo un po di giorni chiuso nel rifugio lavorando con turisti pazienti e impazienti...
Lasciamo la macchina a le 8:00 e a la 9:00 Marco attacca il primo tiro, certamente non di 5! Il ghiaccio ancora asciutto e bello duro, molto stalattitico e anche con una sezione strapiombante, addirittura il personaggio ingaggiato nella sua guerra lotta contra li elementi e riesce non senza benedire ai santi arrampicarsi per 50 metri fino a una sosta, forse non tanto comoda come li sarebbe piaciuto! Va be, problema suo...
Mi ancora con il cervello fermo, parto convinto, e cosi arrivo da lui. Il tiro e fantastico, percorso tra candele, colonnine e stalattite che confezionano un gioco sottile e non banale. A desso tocca me toglier la polvere a le piche, Marco si guardara il tiro intero da una sosta esposta a caduta di tutto quello che butti io, cosi provare di lasciarlo intero!!! Penso ci sono riuscito.
Un ultimo tiro (pensavamo calarci di qua) pero avviamo deciso di andare giù a piede per il canalone da sinistra la cascata, e cosi Marco infila una pica dietro l'altra con molta sottileza per evitare bombardare la cengia-sosta dove gioco con i meteoriti che vengono giù, io lo dico vendetta!
Bella arrampicata in un bel ambiente, bella giornata anche calda, pero! Questo inverno ci sta fregando un po, manca liquido in giro e le temperatura ci guastano ogni tanto, speriamo benne... |
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