Alla fine ce la siamo GODUTAAAAAA... ZI, ZI, oggi sole e buona roccia, non senza fatica già che dalla macchina alla parete ci separavano più di due ore di passeggiata e 1000 metri di dislivello!
Il mio obiettivo era lo spigolo nord dell'Agner, ma la voce giovane e saggia di Marco Bergamo ci a portato a sud, alla poco visitata parete della Cima dell'Auta. Il posto é isolato e di più un lunedì fuori stagione, così non abbiamo litigato con nessuno, meglio!
Verso le 8:30, Marco nasconde lo zaino che lasciamo sotto la parete, sopra di noi uno zoccolo e più di 20 stambecchi passivi che non ci degnavano ne di uno guardo, così infiliamo verso la parete ancora 150 metri sopra di noi. Lo zoccolo senza essere difficile é uno di quelli dove “non si può” cadere... classico no!?
C’é una placa che ricorda Ronchi, poverino con a 17 anni... brrr!
La via inizia giusto a sinistra della placa per una bella fessura/camino che Marco affronta senza problemi. Il secondo tiro tocca a me, ho la testa ancora in “vacanza” e mi sorprende uno strapiombo su chiodi. Faccio fatica e devo impegnarmi tanto, non riesco a liberare quei passaggi: non ero pronto a questo! Marco da secondo riesce a liberarlo e al passaggio diamo VII°.
Sul 3° tiro diamo VI+ al passaggio di A1, l'arrampicata é bellissima, la roccia fantastica e la giornata meravigliosa, anche se un filo d'aria insiste a raffreddare l'ambiente.
Supero il 4° tiro con un passaggio non difficile di VI+ e arrivo alla sosta ancora all'ombra, brrr...
Marco qui parte per il 5° tiro, quello chiave. All'A3 diamo VII+ (di blocco): Bella e buona roccia.
Dopo 45 metri spettacolare nel 6° tiro dove si trova una doppia fessura che può portare confusione già che un chiodo in quella di sinistra indica la fessura sbagliata! Comunque si riesce a tornare a quella di destra (un pò bagnata) dove in dulfer si riesce a spostarsi ed arrampicarla: esposta e spettacolare. Diamo VII° al passaggio di uscita fatto in libera.
Dopo c’é il tiro del "camino molto faticoso". Lo fa Marco senza tanta difficoltà anche se sembra un verme arrampicando! Da lì in su non é difficile e la roccia perde un pò di qualità.
Che spettacolo in cima: la vista sulle Dolomiti unica: Marmolada, Pelmo, Scottoni, Civetta...
Abbiamo impiegato 4½ ore per salire la via, più le 2 d'avvicinamento e quasi altre 2 raccogliendo funghi scendendo... la birra fredda fa dimenticare la sofferenza e rimana solo il male alla pelle, scherzi e banalità...
La via é abbastanza attrezzata, con più chiodi di quelli descritti nella relazione di Ivo Rabanser, comunque un set di friends fino al 2°, e qualche nuts aiutano a rilassare il cervello nei passaggi più ostici. |
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