Eccoci qui! Mercoledì 13 ottobre, Santi è da poco tornato dall'India, con una voglia matta di arrampicare, e Io sono quasi al termine della stagione apistica o meglio dire ho quasi finito di fare il topo da laboratorio 2010!
E la voglia matta di arrampicare è la stessa e ci accomuna!
Già dai messaggi che mi scriveva Santi nel suo viaggio di ritorno avevo capito che le idee che aveva in mente non erano di certo quelle di una vietta tranquilla in periodo autunnale per goderci al meglio i colori che hanno in questo periodo le nostre montagne. L'idea primordiale era una via lunga a nord, tipo civetta.... ma il tempo non ci ha aiutato, e lunedì quando è uscito da una via nelle cima dell'Auta si è trovato davanti la mole imponente della sud della Marmolada e......... sveglia ora 02.15, appuntamento alle tre a Forno di Zoldo e via verso passo Fedaia. Lasciata una macchina li, andiamo in fretta a malga Ciapela accompagnati da cervi, che spettacolo!
Il sentiero per arrivare al rifugio Falier scivola sotto i nostri piedi velocemente infatti quando ci arriviamo mancano ancora pochi minuti alle 5.00.Optiamo per fare un pisolino nel bivacco invernale, accogliente e caldo, per fortuna Santi tiene la frontale accesa altrimenti ci svegliavamo alle 10.00. Alle 5 e mezza si riparte e ancora in un buio pesto ci avviciniamo alla parete, con un po di fatica nell'identificare l'attacco! L'alba è una visione unica, si incomincia a riconoscere la sagoma del Pelmo, Civetta, Agner....e alle 7 stiamo attaccando il primo tiro di Tempi Moderni! Con le dita fredde e un po rigidi lo passiamo e riusciamo a recuperare pure un rinvio lasciato da chissà chi. Il secondo tiro tocca a me e ci metto un po a tirar fuori la scioltezza comunque poi si va!
Il mare grigio della Marmolada mi ha sempre attirato tantissimo sia per la qualità della roccia sia per l'eleganza dello stile di arrampicata che comporta. Allo stesso tempo pero, di quella parete, temo il fatto che sia al sole e quindi il fatidico MAL AI PIEDI!
I tiri sono uno più bello dell'altro, lunghi e delicati, da ricercare, impegnativi ...anche il 5+, e ci portano su abbastanza velocemente, a mezzodì siamo in cengia!
Il famoso tiro della rigola è uno spasso e alla fin fine la rigola è la parte più facile del tiro! Arrivo in cengia e la fiacca si fa sentire e soprattutto si fa sentire il mal di piedi! Il tiro dopo la cengia tocca a me, e li per me casca il palco! Penso solo al mal di piedi e non più ad arrampicare e vado in tilt!
Santi è deciso ad arrivare in cima, è un bel po di tempo che ci sta dietro a questa via e ora che ci è dentro non credo nessuno lo farà tornare indietro. Gli dico che provo a tener duro ancora qualche tiro e poi si decideva che fare!
Ad un certo punto guardo in su e chiedo a Santi:"ma quella lassù, dopo il pilastro . è la cima?!?!" e Santi subito "zi zi!!!".Il mal di piedi era proprio insopportabile e ci siamo detti, oramai che siamo qui la finiamo sta via; Santi è uno che non molla e riesce a coinvolgerti in pieno, e così è stato anche in questo caso! alle 6,30 eravamo fuori e fusi! Quel pilastro era lungo alla fine, e non banale affatto! le temperature si erano abbassate ma oramai non sentivamo più nulla, solo un sorriso grande in faccia e la foto di cima!...eravamo fuori e soprattutto con le scarpe da ginnastica!
La discesa è stata uno strazio ma il gusto di un buon formai frit e il sapore della schiuma di una birra non ci ha fatto mollare.
Tornando a malga Ciapela gli stessi cervi della mattina ci aspettavano, e la strada per tornare in Zoldo con la musica a manetta e i pensieri che viaggiavano ancora in quel mare grigio, non l'abbiamo nemmeno presa in considerazione! 50 minuti ed eravamo all'insonnia a far un po di festa!
Avevo detto a santi che per un bel po la Marmolada non mi vedeva più, ma già ieri guardavamo la guida dicendo che se il tempo non fa proprio un disastro si potrebbe fare questo...o questo....oppure dev'essere bella pure questa.....sempre Marmolada!
Christian Forte |
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