Parcheggiamo sopra il paesino di Zoppé sapendo già che anche stasera chi bagneremo sul sentiero verso il Pelmo, ed effettivamente non ci mette né mezza ora a scaricarsi sopra di noi una bella tempesta... in ora e mezza d’umidità arriviamo ad asciugarci nel calore del rifugio Venezia.
8 ore di riposo giuste con colazione prima dell’alba per essere di ritorno prima che si scatenino le tormente puntuali di questi giorni, anche se qualcuno rimane a letto e bisogna svegliarli in tempo per unirsi ed iniziare a camminare alle 5:30 in punto.
Il vento ha scacciato le nuvole e si presenta un’alba limpida tutta per noi! È chiaro, il cielo blu emana colori viola, rossi, arancioni e gialli, e anche la roccia impazzisce di colori e affascinati dalla sceneggiatura ci attrezziamo. Qualcuno di noi non ha dormito preoccupato dalla mitica difficoltà della Cengia di Ball mente altri ancora dormano...
Non tardiamo molto a tirar fuori la corda, in 6 persone, bisogna proteggere i passaggi esposti faccionedo la progressione lenta ma sicura.
In 1½ ore usciamo dalla cengia, abbandoniamo gli imbraghi ed iniziamo la lunga processione verso la cima. La fatica inizia a colpire i corpi degli ormai alpinisti, ma un paio di fermate permettono di rimettere il respiro a posto.
Verso le 9:00 siamo a 2900m. del Vant! Mi sorprendono i buchi coperti di neve... CHE PAURA! Bisogna andare molto attenti. Sempre su neve e dirigendoci verso la pendenza a destra arriviamo al Col a 3050m. Da li ½ ora in piu per la cima. Sono le 10:30 quando ci sediamo attorno alla croce abbandonata in una delle cime piu belle delle Dolomiti...
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