18 agosto. Sveglia alle 5:30. Ieri siamo andati a letto dopo la mezzanotte e facciamo fatica ad alzarci! Preparo un caffè mentre sistemiamo gli ultimi attrezzi nello zaino.
Alle 6 iniziamo i nostri 1800m. di dislivello che ci separano dal Rifugio Carrel. In meno di 2 ore arriviamo al Rifugio Duca degli Abruzzi (ancora in restaurazione) a 2802m. Josep é in forma!
Lì, raggiungiamo una copia di Italiani che condividono il nostro obiettivo. Continuiamo la salita fino alla traversata sotto la Testa del Leone che senza essere difficile bisogna fare attenzione. L’arrivo sul Colle del Leone 3580m ci regala la fantastica visione dal versante svizzero del Dent Blanche, Zinalrothorn e altre impressionante cime di più di 4000m.
Proseguiamo spediti, sono le 10 e siamo a meno di un’ora dal rifugio.
Superiamo le corde fisse, non senza far fatica, sopratutto l’ultima che sostituisce il famoso diedro caduto tre anni fa! È rimasta una sezione verticale di 8-10m. quasi strapiombante (attualmente il passaggio chiave della Leone).
Bene. Sono le 11:30 arrivando al Rifugio Carrel a 3829m. Saliti in meno di 6 ore! Velocissimi!!! Ce calma e ci riposiamo, siamo solo in 4 persone.
Alle 7 di sera, già cenati, al rifugio sono arrivate 75 persone in più!!! Che bestia, non so dove dormiranno... noi fortunati nella camera da letto.
19 agosto. Un’altra volta inizia il ballo alle 4:30. Alcuni sono partiti un’ora fa con il buio pesto, noi facciamo anche colazione. Non ce fretta. Ci sarà coda di sicuro. Partiamo alle 5, non fa freddo e siamo vestiti leggeri. Cosí ci infiliamo dietro gli ultimi ad uscire. La gente va un po’ persa e si seguono uno l’altro cercando nell’oscura mattina l’itinerario più logico, permettendoci di superare 4 cordate alla volta.
Sufficiente chiarore sopra l’arresta che porta al Tyndall. Josep e ben acclimatato e fa poca fatica. Sul Tyndall un controllo di zucchero, un po’ di cioccolata e di té e avanti tutta. Un piccolo riposino sotto la “Scala Jorda” e da lì in cima.
Alle 9 siamo sui 4478m. della vetta del Cervino con un po’ di altra gente. Ci riposiamo, siamo tranquilli ed in pace circondati da belle montagne alpine e da un’allegria strana. Ognuno versa una lacrima sentimentale, alcuni per le loro compagne, altri per i loro amici persi in montagna... Comunque sono bei momenti in silenzio!
Non ci rimane che una lunga ed impegnativa discesa fino al Hornli Hutagli e i suoi antipatici gestori, dove sembra che l’amore non ci sia mai stato...
20 agosto. Alle 6 lasciamo in fretta il rifugio e partiamo verso il Breithorn e Poluce per riposarci in seguito al gradevole Rifugio Guide Val d’Ayas, dove finirà questa lunga e faticosa avventura! |
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