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Dolomismo guided adventures in nature
Inizia ad essere un po acida la mia relazione alpinistica con Marco B. Lunedì aveva nevicato in Dolomiti sotto i 2000 metri e il nostro progetto d'arrampicare il “Pilastro Fiume” ormai “Pilastro Ghiaccio” continuava in piede! ... Devo dire che mi piace il rischio...

Martedì pomeriggio ci sentiamo e mi chiede direttamente a che ora arriverei al Rif. Città di Fiume (dove lui lavora), così si conferma che si parte, Ole, Ole. Non chiedo sulle condizioni della parete, capisco che non sono ottime e mi piace la sua determinazione. A mia sorpresa parcheggiando alle19:30 dietro il Pelmo, vedo la parete pulita, Ufff.... pensavo che avremmo arrampicato la via con piche e ramponi!

Mezz'oretta in compagnia di Annabella ci porta al rifugio. Marco B aspetta seduto leggendo altre pagine pericolose da “Confessioni di una serial Climber” di Marck Twight. Si cena, si chiacchiera e si va la letto, presto, domani ci tocca la sveglia alle 04:30.

Si fanno le 04:50 quando iniziamo a camminare e le 5:56 quando si arriva sotto la parete! Non male, peccato che la temperatura non sale sopra il 0°C. 20 minuti per sistemare la partenza e sarà Marco l'incaricato a lasciare terra per primo.

Già nei primi tiri facciamo un po di casino, l'itinerario non é così chiaro come speravamo, per fortuna qualche chiodo ci ritorna alla via. Dopo leggere Twight, ci troviamo nei primi tiri d'una parete di quasi 900 metri attaccati ad una sola corda doppia e arrampicando in conserva fino al V+. Così passano i metri, tra letture di relazione, occhiate alla foto dell'itinerario, spostamento di sassi, neve e ghiaccio! Il terreno perfetto, le ditte delle mani ancora non hanno reazionato, sono gonfie e senza tatto, arrampichiamo a fede sulle nostre ditte sperando che si tengano come vorremmo su tutti gli appigli.

Dopo tre ore d'arrampicata riusciamo a scaldarci un po, il cervello é sotto pressione constante, la ritirata non é impossibile ma sarebbe tosta, più tosta che uscire in vetta sicuramente....

Guadagnamo 1°C di temperatura che ci fa ignorare il filo di vento che inizia ad alzarsi, di nuovo le mani congelate, niente tatto e arrampicata esposta, che bello!?!?? je, je, je... Il posto é unico, l'ambiente indescrivibile e le sensazione orrendamente gradevoli.

Superiamo cio che dovrebbe essere la parte più difficile del Pilastro e usciamo sopra dei terreni facili, (sarebbero facile senza neve e ghiaccio sicuramente), per arrivare sotto l'ultimo pilastro prima di raggiungere la Simon Rossi. Ancora dei passaggi non banali, dentro un camino arriviamo ad una grotta con uscita a destra con due bei chiodi che penso non siano della via. Infatti vedendo i passaggi che fa Marco capisco che li non erano passati gli aperturisti! Comunque usciamo dal “pilastro” sperando che la uscita sia facile per la “Simon Rossi”, zi, zi.

Mancano 200 metri alla cima, la neve e il ghiaccio invade cengie, colatoi e appigli un po grandi, meglio, cosi ci divertiamo di più. Riusciamo ad arrampicare dei tratti in conserva, altri obbligandoci a fare soste per riposare la testa, sono 6 ore che siamo sotto concentrazione massima, non ci sono scherzi ne parole banali, solo quelle necessarie per andare su per l'itinerario più giusto e non sbagliare nessuna manovra, buf, buf.

Comunque vedere che spunta il sole in cima ci motiva e continuiamo sui sassi mezzo staccati di questa zona molto friabile a progressiamo verso la vetta. Sará il freddo che li mantiene attaccati? L'aria sembra più calda ma il termometro segna ancora 0°C. Ancora due tiri e mezzo in conserva e spunto al SOLE... grido a Marco, - Ehi, sto al SOLE!!!! Un Yuhuuuuuuuuuu........!!! mi scappa dalle mie profondità, di nuovo ce l'abbiamo fatta e per niente facilmente.

Arriva anche Marco che impazzisce gridando dal dolore, piacere e dalle emozioni, guardando verso il rifugio da dove ammira e venera questa dolce parete... oggi sicuro che mentre serve colazione ai 21 clienti, il suo sguardo scappa verso quella nord di belli ricordi.

Sulla via abbiamo trovato dei chiodi vecchi, e alcuni nuovi, noi l'abbiamo salita con 6 friends medi e mezzo set di nuts (usati 3 in tutta la via). Abbiamo arrampicato la via in circa 8 ore, arrampicando molto in conserva, perduti due volte e dopo ritrovati, chiaro! L'idea di arrampicare con una sola corda é buona ma non bisogna chiamare l'elicottero, se no non vale!



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