Anche se lavora al Città di Fiume a due passi da casa, non conoscevo Marco “B”, ma devo dire che non sono mai entrato in quel bel rifugio sotto il Monte Pelmo…
Comunque, la mattina del 23 è stato lui a proporre di sfidare la fortuna! Bravo, con le previsioni meteo che c’erano mi serviva un pò di sangue scatenato a propormi la scalata. Mi è costato poco dire di SI. In meno di un'ora gli zaini erano pronti per partire verso Zodiac.
La squadra era completa. Paola (Argentina) caricava due zaini: uno di roba sua e l’altro con un pò di tutto. A Virginia (Spagna) toccò il cibo, e al suo compagno Toño i ferri, che non erano pochi! Marco: 12 litri d’acqua (bastava la metà) e a me corde, portaledge, e altro materiale da parete.
A mezzogiorno eravamo sotto il primo tiro di Zodiac, tempo discreto e con sopra le corde fisse di“Megan” (fino alla 3ºsosta) che andava in solitaria, che Figa! Dopo mezz’ora ero pronto per partire, i tre compagni registravano e facevano foto, ma io tentavo di concentrarmi nella mia danza: che non era facile!
Il primo tiro è poco attrezzato C3+, però rappresenta abbastanza lo stile della via, partendo subito con un hook che si ripete varie volte nello stesso tiro.
Avevo iniziato ad arrampicare con il sole poi la neve..!? In meno di un'oretta ho cacciato la sosta a 40 metri da terra, contento di essermi divertito.
Quando Marco ha iniziato il secondo tiro C2+ exp. con una bella traversata, la comitiva sotto scappava dalle goccioline ghiacciate! Giusto alla fine del traverso ha constatato la resistenza dei friends permettendosi un piccolo volo, ha, ha, ha!, e ancora mancava metà tiro! Con pazienza e un buon lavoro dopo un ‘oretta è però arrivato in sosta.
Il terzo tiro è facile ma alla terza sosta ci aspettava una bella doccia di 5ºC!, faceva freddo ed in un attimo eravamo fradici! Brrr... Marco non ha fatto domande ed è partito per il quarto tiro, che era intanto diventato un 5.6/fiume/C1! Durante tutto il tiro la cascata che scendeva giù dalla cima della parete ci ha bagnato come pulcini... Abbiamo fissato le corde su “Shortest Straw” e poi giù a terra per le 19:00. Megan già dormiva, e noi fradici fino alle “palle” corremmo giù per il ghiaione per scaldarci un pò.
Al C4 i nostri amici ci aspettavano con un delizioso riso che inghiottimmo come bestie.
04:00 la sveglia suona nel C4. Caffè e macchina fino al parcheggio. Mezz'ora di risalita fino alla base della via.
05:38 Marco si attaccò alla prima corda fissa e partì in su. Megan dormiva ancora... Alle 7:00 stavamo entrambi alla 4º sosta. Marco iniziò ad arrampicare con attrezzatura fredda e bagnata, anche noi lo eravamo, e con 3ºC in sosta mi congelai di nuovo fino a quando Marco mi gridò “corda fissa” che riusci a scaldarmi ricuperando il tiro, ma ogni sosta era un congelatore!
Marco nel sesto tiro ha sperimentato i camhooks, non troppo difficile, ma fa pensare, e la progressione è stata comunque laboriosa.
Il settimo tiro toccava a me. Con la temperatura salita a 5ºC, per fortuna ci siamo asciugati un pò e il sole sarebbe arrivato presto, almeno sembrava. Sono salito veloce in libera fino a sopra la Torre Grigia dove inizia una sezione di C3. Un paio di piccoli friends e qualche nuts e mi sono lanciato ad un chiodo che secondi dopo ha fermato una caduta quando uscì l’allien da cui ero appeso, yuhuuuuuuuu...!! Bene, ottava sosta, addirittura comoda. Ho proposto il tiro al mio compagno che non ha rifutato. C2/A3 exp. Ci sono dei coppers fissati però maledizione! qualcuno ha il cavetto rotto e Marco proprio danza sopra i hooks, Bravo!!! Tiro lungo di più di un'ora e mezza, Io mi sono a tratti addormentato in sosta anche se tremando di freddo.
Appeso come un salame e con la corda fissata ho recuperato il tiro facile, tutto il materiale veniva su senza sforzo.
Verso le 13:30, davanti a noi restavano ancora due tiri fino alla decima sosta dove volevamo dormire. Il sole decise di nascondersi sopra le nuvole e non arrivò a scaldarci nemmeno per un triste secondo! Comunque l’orario ci sembrava buono e quindi sono partito io per un altro C3... o più. Mi sono alzato veloce per un diedro grigio-bianco quasi perfetto, riuscendo a proteggermi con un camalot .75 che è una bomba e ho fatto anche due passaggi in libera prima delle difficoltà. C’è un tratto senza copperheads fissi, cosi ho provato ad aggiungerne uno però non ci sono riuscito, brrr. Un Camhook, dopo un altro e ho iniziato a fidarmi di loro: sono fantastici! Ho concatenato vari passaggi su i camhooks e qualche Rps in mezzo per arrivare in sosta, forse anche due ore più tardi!
Marco risalì la corda, anche lui era rimasto pinguino in sosta con sopra di noi il famoso tiro “the nipple” probabilmente il più difficile della via. Toccava di nuovo a me ma volentieri perché mi stavo divertendo e non volevo smettere. Subito dopo la partenza lanciai un chiodo e un nut, arrivando ad una sezione a camhooks rovesciati che la guida descrive come “wild”... e SI, è cosi selvaggio traversare sotto questa fessura con i camHooks. Saranno più di 7 o 8 movimenti, belli , esposti, bilanciati e di testa. La voce del compagno mi augurava ironicamente buona fortuna e ridemmo mentre avanzavo lentamente. Ufff..., riuscii a piazzare un friend bomba, e respiraii più tranquillamente. Alla fine della traversata, i camalots del 5 e del 4 mi aiutarono a salire sopra l’arco fessurato e a proseguire ancora per una divertente fessura di C3 che mi ha portato in sosta.
18:18 Sostaaaaaaaa...!! Mi sarebbe piaciuto fissare ancora un tiro ma ero stanco. La sosta è in un posto indescrivibile, nel vuoto più assoluto! Mentre veniva su Marco, sistemai il portaledge e quando lui arrivò era montata. Abbiamo fatto un po’ di casino per mettere su la tendina però alla fine ci siamo riusciti.
In fine seduti con i piedi a penzoloni nel niente abbiamo iniziato a scherzare, bere, mangiare, rilassandoci e dicendo ogni tipo di stronzate che mica ricordo adesso, però divertenti.
Marco cade cotto con la frontale accesa dopo un buon cappuccino “con schiuma”.
05:30 Kikirikiiiiiii...! . Uauhhhh! Urlammo aprendo la zip della tendina e vedendo il tempo perfetto. Dai che oggi ci godiamo anche un pò di sole! Lavori mattutini di sistemazione dopo una colazione in uno dei posti più impressionanti. Sistemati i sacchi, piegammo il portaledge e alle 7:23 attaccato a chiodi e spit che segnano il 11º tiro. Arrivai alla sezione di C3. Li su è tutto un pò più attrezzato e ho preso confidenza con i CamHook’s, muovendomi veloce.
08:35 Marco appeso con me alla 11º sosta.
Il prossimo tiro ha una bella partenza su chiodi, tre movimenti che sono riuscito a passare in libera, con una sezione “expanding” che non è difficile e un arrivo in sosta di C3 in traversata su hooks buoni.
Marco è ormai diventato una bestia pulendo i tiri e facendosi incredibili pendoli gratuiti, sembra che stia giocando su spits invece di microfriends e micronuts... però almeno ride!
Gli cedo volentieri la testa di corda nel tiro 13° dove c'è un pò di tutto, dal C3 al 5.7, C2 e 5.10. Con molta più arte del primo giorno Marco ha scalato preciso i 55m. fino la “peanut ledge”. Il sole ha provato a scaldarmi però un forte vento gelido mi ha mantenuto fresco e giovane.
Alla “peanut ledge”mancano solo le tavole e sedie... quella si che è una sosta!! Comunque trascorsi giusto il tempo per raccogliere tutti i friends grossi (due del 4, uno del 5 e uno del 6) per il 14º tiro. É un 5.10d “squeeze”, anche bagnato. Ho arrampicato in libera la prima sezione di 5.9 e lasciato un camalot del 6 per proteggermi. Subito dopo uno del 5 ...così non va bene. Sopra, la fessura continua per altri 15m. della stessa misura e mi rimanevano due 4 che dovevo usare per progredire, già che lì su il 5.10d che era bagnato non avevo mica intenzione da provarlo in libera! Comunque mi andò bene e fissai la 14º sosta, buf, buf, che spavento!
Con un altro super pendolo arrivò Marco in sosta. Evvai! sono le 12:30 e mancano due tiri per finire... ole, Ole, Ole, OLE! Il 15º lo fa lui con una bella traversata in libera (con le scarpe) dove confessò quanto gli piace arrampicare in libera... una cengia simpatica, porta in discesa alla sosta 15°.
Lidero l’ultimo tiro, non tanto facile che non molla fino alla fine. L’ultimo chiodo della via è piantato sopra un enorme sasso staccato dalla parete, anche quello simpatico.
E così, alle 15:30 del 25 di maggio 2010, Marco Bergamo ed io Santi Padrós finiamo d’arrampicare Zodiac, molto contenti, molto stanchi, soddisfati del nostro lavoro e sorpresi per la nostra velocità nella prima via insieme, e mi sa che non sarà l’ultima... |
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